NITIDEZZA e SHARPENING parte 2

Trabucco all’alba

Nikon D700 + Sigma 15-30 f3,5-4,5  impostato su  15mm,   1/320 sec @ f11 , iso 200


In questo articolo andiamo ad analizzare quando applicare un incremento della nitidezza. Per capire dove agire dobbiamo fare una distinzione sull’utilizzo finale dello sharpening, ma prima è d’obbligo una premessa:

il consiglio pratico, da tenere a mente durante la fase di scatto, è evitare sia il mosso che la sfocatura. Come ho già detto lo sharpening non fa miracoli ed una foto mossa o sfocata non è recuperabile. Quindi, consiglio sempre di scattare con un tempo minimo di otturazione pari all’inverso della focale utilizzata e l’uso di un solido treppiedi quando possibile. Sono utili anche i sistemi di stabilizzazione d’immagine, ma anche questi hanno i loro limiti di cui è bene far mente locale. Il controllo di una corretta messa a fuoco sulle zone di maggior interesse del nostro soggetto, ad esempio gli occhi in un ritratto od il primo piano in un panorama, sarà prioritario. Anche la qualità delle ottiche sarà un’altro fattore da prendere in cosiderazione anche se fortemente determinato dal budget a nostra disposizione!

Le tre fasi dello sharpening:

Recupero della nitidezza persa in fase di acquisizione (capture sharpening)

La fase artistica (creative sharpening)

Recupero della nitidezza per la stampa (output sharpening)

Questi tre interventi non sono ovviamente obbligatori, ma alcuni, come il primo ed il terzo, sono spesso necessari. La ricerca della nitidezza è sempre stata una prerogativa della fotografia professionale. Infatti a prescindere dall’uso della tecnica e degli strumenti utilizzati, creare immagini con un elevata nitidezza ci permetterà di raggiungere notevoli ingrandimenti, avere dettagli più chiari e quindi più gradevoli all’occhio. Tutte qualità che renderanno l’immagine più accattivante.

Recupero della nitidezza persa in acquisizione: è importante recuperare quanto più possibile la nitidezza persa in origine a causa della presenza del filtro anti-aliasing presente su ogni sensore. Il filtro serve ad evitare interferenze tra i pixel del sensore e soggetti composti da linee molto fitte.

La fase artistica: in questa fase possiamo gestire la nitidezza di alcune zone dell’immagine per evidenziare determinati aspetti di un soggetto. Un esempio classico è il ritratto: importantissimi sono gli occhi e le labbra, che dovrebbero avere una nitidezza maggiore rispetto alla pelle del viso perchè sono i punti dove si concentra maggiormente l’attenzione dell’osservatore. Ho illustrato un esempio di tale effetto nel post dedicato ai layers.

Recupero della nitidezza per la stampa: il motivo ha a che fare con la tecnologia della stampa. Soprattutto per le stampanti a getto di inchiostro ma anche per altre tecnologie, l’immagine viene composta sulla carta da una distribuzione di minuscoli punti colorati, che guardati da una distanza accettabile (quindi, non al microscopio…) diventano un’immagine nel loro insieme. Questo processo porta ad una perdita di dettaglio e di nitidezza, per compensare la quale è necessario applicare uno sharpening.

to be continued….

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